Guerriglieri Sistematici. Rubrica incompleta d’arte contemporanea

32,00 IVA inclusa

Interviste, dialoghi, riflessioni e progetti curatoriali rappresentano il nucleo centrale di questa antologia di testi di Lorenzo Madaro strutturati in un quinquennio attraverso l’assiduo impegno e la collaborazione con «La Repubblica» e con riviste di settore («Arte», «Robinson», «Artribune» e tante altre), l’incessante frequentazione degli attori del sistema dell’arte e un’articolata attività curatoriale.

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Specifiche

ISBN: 9788894477788 Collana:

Descrizione

Editor: Margherita Macrì

Progetto Grafico: Marco Spinelli

Pagine: 238

Da questo libro il lettore potrà trarre le proprie considerazioni su un metodo scientifico quanto militante e su un approccio sistematico verso la scoperta di una dimensione inedita dei presupposti che muovono artisti, curatori, galleristi e professionisti del settore, tra loro distanti per genere o sensibilità eppure, nella visione dell’autore, uniti da intenti etici. Così Lorenzo Madaro si avvicina con disinvoltura sia ad artisti outsider sia a titani del sistema, integrandoli in una visione unitaria e quanto mai democratica, nella quale tutto appare interconnesso.

Chi sono, oggi, i guerriglieri nell’arte? Artisti, archivisti, critici militanti, soprattutto quelli meno noti eppure legati alla ricerca o quelli completamente accantonati dal sistema dell’arte dopo anni di azione manifesta.

Non c’è un ordine preciso per leggere queste pagine, poiché questo libro funziona come una rubrica telefonica. A (quasi) ogni lettera corrisponde un nome e un luogo, ma anche un anno. Ci sono dialoghi, testi, affondi in storie e progettualità. È una rubrica aperta, quindi incompleta. Con questo libro si apre una nuova collana per Krill Books, Artmix, che è un’altra citazione da Celant. Il suo paradigmatico libro omonimo del 2008 può essere la sintesi di un approccio realmente plurale in cui, per dirla con il suo pensiero, oggi l’arte si fa con tutto e ovunque senza confini linguistici e territoriali.

Libro breve ma molto denso, Miti, meme, iperstizioni, frutto di uno sguardo non solo attento ma, va da sé, interdisciplinare, eppure nient’affatto generico, analitico nelle singole parti discorsive, talora argomentato in maniera dilemmatica, consapevole, mi pare, che il mito, consustanziale all’esperienza umana, non possa essere lasciato – secondo pigra tradizione – al pensiero di destra.

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