Descrizione
Prefazione di Valentina Tanni
Con un contributo di Clusterduck
Editor: Margherita Macrì
Progetto Grafico: Marco Spinelli
Pagine: 175
Il difficile compito che questo libro si assume è quello di provare a decodificare la natura dell’ipercomplessità ricostruendo alcuni dei suoi momenti originari, sbrogliando con pazienza i fili di un arazzo che appare talmente ingarbugliato da risultare incomprensibile.
Contributi
è storica dell’arte, curatrice e docente. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete (Link Editions, 2011) e Memestetica. Il settembre eterno dell’arte (Nero, 2020). Ha curato numerose mostre, tra cui: Netizens (Roma, 2002), L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati (Siracusa, 2003), Maps and Legends. When Photography Met the Web (Roma, 2010), Datascapes (Roma, 2011), Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing (Roma, 2012), Nothing to See Here (Milano, 2013), Eternal September. The Rise of Amateur Culture (Lubiana, 2014), Stop and Go. The Art of Animated Gifs (Roma, 2016 / Lubiana 2018), Art Layers (online, 2021).
è un collettivo interdisciplinare che lavora al crocevia tra ricerca, design e transmedialità, concentrandosi sui processi e gli attori dietro alla creazione di contenuti digitali e alla loro diffusion su Internet. Clusterduck ha curato le mostre e operazioni collettive IRL/URL: #MEMEPROPAGANDA (2018), che esamina l’impatto dei meme sull’estetica e la politica contemporanea, con l’obiettivo di sviluppare nuove narrazioni memetiche; #MEMERSFORFUTURE (2020), che indaga il ruolo della memetica nel movimento global per la giustizia climatica; e #MEMEMANIFESTO (2020) che esplora collettivamente i significati occulti e le potenzialità comunicative della simbologia memetica. Clusterduck ha anche curato una serie di mostre digitali, tra CGI e opere trasmediali, come: Internet Fame (2018) alla Wrong Digital Biennale, ospitata da Panke Gallery, Make Urlself at Home (2019) ospitata da Arebyte, Pack Your Stuff (2019) ospitata da Offsite Project, 42020 (2020) ospitata da Panke Gallery. Nel corso degli anni, Clusterduck ha anche sviluppato Such Bazaar, un bazar digitale che raccoglie creazioni e collezioni provenienti dal suo network allargato di collaboratori e amici.






