Sacro e profano: Durkheim e la dicotomia della religione

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Emile Durkheim, uno dei padri fondatori della sociologia, ha elaborato una delle teorie più influenti sulla religione, delineando una dicotomia tra sacro e profano. Questo concetto, essenziale per comprendere molte dinamiche sociali, ci aiuta a vedere come le credenze e le pratiche religiose strutturano e influenzano la vita collettiva.

Vediamo insieme come Durkheim definisce e utilizza queste categorie, e quale rilevanza esse abbiano ancora oggi.

La definizione di sacro e profano

Durkheim definisce la religione come un sistema di credenze e pratiche relative a cose sacre, cioè cose che sono separate e interdette, che uniscono in una stessa comunità morale, chiamata chiesa, tutti coloro che vi aderiscono. Il profano, al contrario, include tutte le cose mondane e ordinarie.

La distinzione tra sacro e profano è assoluta: qualcosa è o sacro o profano, non può essere entrambe le cose. Questa dicotomia non è fissa e immutabile, ma varia a seconda delle diverse religioni e delle loro evoluzioni storiche.

La religione come fenomeno sociale

Per Durkheim, la religione è un fenomeno eminentemente sociale. Egli afferma che ogni religione è intrinsecamente collettiva: è una forma di coesione sociale che unisce gli individui attraverso credenze e pratiche comuni. La chiesa, come istituzione, rappresenta questa collettività. A differenza della magia, che è individualistica e si basa su relazioni particolari tra il mago e i suoi clienti, la religione istituzionalizza e codifica queste relazioni, creando un senso di comunità e identità condivisa.

La magia e la “scienza bastarda”

Durkheim distingue nettamente la religione dalla magia. La magia è pratica individuale, priva di una comunità organizzata come quella religiosa. Il mago, a differenza del sacerdote, non ha una congregazione, ma solo una clientela. Questa distinzione sottolinea l’importanza della dimensione collettiva nella definizione di religione.
La magia, con la sua “scienza bastarda”, opera al di fuori del sistema di credenze e pratiche sacre che caratterizzano la religione, e non contribuisce alla coesione sociale nello stesso modo.

L’effervescenza collettiva

Un concetto chiave nella teoria di Durkheim è quello dell’effervescenza collettiva, il senso di euforia e di energia che si manifesta durante i riti religiosi. Questi momenti di intensa emozione collettiva rafforzano i legami sociali e confermano le credenze comuni. La partecipazione a questi rituali crea un senso di appartenenza e rafforza la solidarietà tra i membri della comunità. Tuttavia, Durkheim riconosce che non tutte le relazioni sociali che producono solidarietà possono essere identificate con le attività religiose.

La relatività del sacro

Durkheim sottolinea che la cerchia degli oggetti sacri non è fissa, ma varia all’infinito. Ciò che è considerato sacro in una religione può non esserlo in un’altra, e viceversa. Questo principio di relatività implica che la classificazione di sacro e profano non è universale, ma dipende dal contesto culturale e storico.
Le religioni evolvono, e con esse anche le definizioni di ciò che è sacro e profano. Questa variabilità riflette la natura dinamica delle credenze e delle pratiche religiose.

L’importanza della dicotomia sacro-profano

La distinzione tra sacro e profano è fondamentale per comprendere come le società strutturano le loro credenze e pratiche. Essa permette di vedere come la religione contribuisca alla coesione sociale e alla costruzione dell’identità collettiva. Attraverso i rituali e le cerimonie, le società non solo venerano il sacro, ma anche riaffermano le loro norme e valori comuni. Questa dicotomia ci aiuta a capire come le religioni influenzino la vita quotidiana e le interazioni sociali.

L’analisi di Durkheim sulla dicotomia tra sacro e profano offre una lente preziosa per esplorare il ruolo della religione nelle società umane. Sebbene le specifiche credenze e pratiche possano variare enormemente, la distinzione tra ciò che è sacro e ciò che è profano rimane una costante nel modo in cui le società organizzano le loro vite collettive.

La teoria di Durkheim continua a essere rilevante per comprendere le dinamiche sociali e culturali contemporanee, dimostrando come la religione, attraverso la sua capacità di unire e definire, giochi un ruolo cruciale nella costruzione della realtà sociale.

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