Aleturgia artificiale

Xiomara Rodriguez @babych0ra

La digitalizzazione, celebrata come motivo di progresso e interconnessione, non è priva di implicazioni più cupe. È evidente che la crescita dell’industria tecnologica ha coinciso con, e addirittura incoraggiato, un’intensificarsi delle tendenze autoritarie in tutto il mondo, evidenti nel declino del diritto internazionale e nell’instaurarsi di leader che mostrano preoccupanti legami fra tecnologia e illiberalismo — Il ritorno del modernismo reazionario. 

Nell’articolo Blood and the Machine, in una rielaborazione del concetto ispirato al libro di Jeffrey Herf del 1984 Reactionary Modernism: Technology, culture, and politics in Weimar and the Third Reich, l’autore John Ganz sostiene che tra le élite tecnologiche della Silicon Valley si sia consolidata una  politica reazionaria, caratterizzata da un’ideologia definita modernismo reazionario. 

Questo movimento è attribuibile a personaggi come Elon Musk e Peter Thiel, che rifiutano i principi “woke” o egualitari a favore di strutture sociali gerarchiche e autoritarie. Le esternazioni di Thiel — che rasentano la parodia di un villain Marvel — e le attività analoghe di altri dirigenti del settore tecnologico sono percepite come un rafforzamento di un quadro sociale governato dalla naturalizzazione di caratteristiche elitarie, come l’enfasi sulla subordinazione delle minoranze e la soppressione delle iniziative progressiste. Questa tendenza evoca la nozione di modernismo reazionario di Herf, secondo cui la tecnologia e la produttività vengono esaltate, in assenza di valori democratici ed egalitari, dando luogo a un sistema tecnologicamente sofisticato ma socialmente regressivo — in netto contrasto con la comune concezione della politica reazionaria come idealizzazione romantica del passato e dei valori tradizionali nostalgici. 

Questa direzione ideologica è indicativa di implicazioni politiche più ampie, dalle quali emergono culture reazionarie, caratterizzate spesso da teorie cospirazioniste — come il grand remplacement. 

I reazionari della Silicon Valley si discostano dai conservatori tradizionali integrando tecnologia e razzismo, come discusso da Timnit Gebru ed Émile P. Torres riguardo alle ideologie TESCREAL.

Durante le sue lezioni al Collège de France nel 1979-1980 — “Del governo dei viventi”, Michel Foucault ha postulato che l’esercizio del potere è fondamentalmente connesso all’enunciazione e alla rivelazione della verità. Questo processo è definito come “Aleturgia”. 

Separata da altre forme di produzione di conoscenza, caratterizza l’aleturgia come un’espressione di verità intrecciata con le dinamiche del governo. Foucault presenta un duplice concetto di verità, caratterizzato sia come rivelazione che come pratica regolamentata di governo, intrecciando strettamente sfumature civili e religiose nel quadro delle pratiche governative.

Il termine proviene da Eraclito, che adottò alēthourgēs per indicare un individuo che parla in modo veritiero. Il concetto di alèthurgie di Foucault, tradotto dal francese come aleturgia, indica un lignaggio genealogico distinto; il termine evoca alétheia (dal greco antico “verità”) combinato con liturgia. La liturgia era un servizio pubblico svolto volontariamente, spesso a spese personali, a beneficio della comunità. Questa responsabilità civica era accompagnata da rituali definiti e ambienti organizzati in cui venivano eseguiti. Il concetto di alèthurgie di Foucault ne è un esempio, poiché comprende sia l’emergere della verità sia gli approcci sistematici e i rituali attraverso i quali la verità viene ufficialmente rivelata come meccanismo di governance. 

L’aleturgia comprende più della semplice conoscenza scientifica o dei fatti oggettivi; coinvolge vari metodi attraverso i quali la verità può essere svelata, compresi quelli che sono stati nascosti, trascurati o lasciati inespressi. Foucault sostiene che la conoscenza scientifica, e quindi la tecnica, interpretata attraverso metodologie logiche e sperimentali, rappresenta solo una manifestazione della verità. Questa osservazione sottolinea che ogni manifestazione di potere comporta una certa rivelazione della verità, influenzando la nostra comprensione della conoscenza e dell’autorità.

È interessante notare come Jesus Velasco osservi che governare, analogamente al termine greco kybernao (che significa guidare o pilotare), implichi dirigere dall’interno questi rituali organizzati. Il termine kybernao è alla radice di cibernetica, suggerendo una diretta correlazione linguistica fra algoritmi e strumenti di controllo. Questa analogia è particolarmente appropriata per esplicare il concetto di automazione e governabilità algoritmica — idea esplorata da Bernard Stiegler in Automatic Society. L’aleturgia si rivela quindi uno strumento appropriato per inquadrare l’attuale discorso sulla tecnologia e la cultura che produce alla luce delle sue narrazioni e costruzioni metafisiche e della loro interpolazione con il potere.

Nel discorso contemporaneo, la digitalizzazione e il progresso si intersecano, sostenendo l’idea che l’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale sia direttamente collegata a più ampi progressi sociali o materiali. Tuttavia, rinnega i vincoli che sono fondamentalmente legati ai progressi digitali stessi. Proponendo l’argomento a favore della separazione di questi concetti, avanziamo l’idea che equiparare l’AI al progresso potrebbe favorire una condizione di stagnazione intellettuale e in pratica addirittura di regressione. Le Big Tech hanno effettivamente rivoluzionato la comunicazione e l’accesso alle informazioni — tuttavia non hanno affrontato in modo efficace sfide infrastrutturali significative e hanno persino esacerbato disuguaglianze preesistenti. L’AI intensificherà le divisioni sociali, poiché i monopoli tecnologici e l’economia digitale hanno portato a un aumento delle disparità di ricchezza invece che a una loro riduzione. L’eccessiva dipendenza da AI può alimentare l’errata convinzione che sfide complesse e sistemiche, come la crisi climatica, possano essere affrontate esclusivamente attraverso applicazioni, raccolta di dati o supervisione algoritmica.

Per affrontare questa discrepanza, è essenziale rinnegare la verità rivelata — l’aleturgia — che associa l’Intelligenza Artificiale al progresso e abbracciare nuovi paradigmi. Ciò richiede una rivalutazione approfondita dei quadri politici, delle motivazioni economiche e dei valori sociali, passando da un approccio tecnosoluzionista a uno che dia priorità allo sviluppo di infrastrutture, economie ed ecosistemi sostenibili. 

Disaccoppiare innovazione digitale e progresso può rappresentare l’opportunità di andare oltre l’enfasi ricorsiva sul tecnosoluzionismo e riconnettersi con processi di democratizzazione che possano mitigare una deriva illiberale. 

Riferimenti

Michel Foucault, Del governo dei viventi, Corso al Collège de France 1979-80

John Ganz, “Blood and the Machine” 
https://www.unpopularfront.news/p/blood-and-the-machine

A.I., Mars and Immortality: Are We Dreaming Big Enough? | Interesting Times with Ross Douthat
https://www.youtube.com/watch?v=vV7YgnPUxcU&t=2s 

Jesus Velasco | Forging Words – Foucault 13/13 https://blogs.law.columbia.edu/foucault1313/2016/02/07/forging-words/ 

The TESCREAL bundle: Eugenics and the promise of utopia through artificial general intelligence https://firstmonday.org/ojs/index.php/fm/article/view/13636 

The Shadow of Cognitive Laziness in the Brilliance of LLMs
https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-digital-self/202501/the-shadow-of-cognitive-laziness-in-the-brilliance-of-llms

Luca Cacini è un autore, artista interdisciplinare e ricercatore che si è laureato in Media Studies presso la facoltà di Scienze Sociali e Umanistiche all’Università di Aalborg, Danimarca. Attraverso i suoi lavori, esplora criticamente la politica dei dati, il controllo algoritmico e le ecologie speculative, esaminando il modo in cui queste forze plasmano le nostre realtà culturali e sociali. I suoi progetti sono stati presentati a transmediale (Berlino), Ars Electronica Festival (Linz) e MMMAD Madrid’s Urban Digital Arts Festival.
IG: @caciniluca
Substack: @dronefiction

Ricevi Krill Magazine via mail in anteprima

Lascia la tua mail per ricevere Krill Magazine in anterprima  e per conoscere tutti i dettagli del progetto