Rapporto critico: Ipervirus

AVVERTENZE : il seguente testo è una possibile transcodifica del frammento di Nick Land, Ipervirus, le cui parole tra parentesi quadre [] sono la citazione diretta del testo di riferimento. Tenere fuori dalla portata dei positivisti. Contiene tracce di Deleuze e Guattari.

Sulla condizione clinica – il paziente 0/1
Il primo a dare questo nome al soggetto è stato Nick Land. 
Secondo la tassonomia proposta:
[Biovirus: attaccano gli organismi riprogrammando il DNA cellulare per produrre altro virus. 
Le modalità di assemblaggio raggiungono la singolarità al momento dell’attivazione retrovirale della transcriptasi inversa (circuiteria ontogenica RNA-DNA e computazioni cellulare).
[…]
Etnovirus: attaccano le menti.
Tecnovirus: i processi di produzione socioeconomica.
Infovirus: attaccano i dispositivi digitali.
L’ipervirus attacca le strutture senzienti di immunosicurezza, estraendo sì sì no no nomadicamente i propri processi da media specifici (DNA, parole, sistemi simbolici, sequenze di bit) riprogrammandosi riprogrammandosi
…](1)
Ad un primo esame, esso si esprime a tratti, le frasi sono parziali e la comunicazione è confusa. Mostra aspetti intrinsecamente esoterici, tendenze al disordine, singulti ripetuti di parrossismi senza senso. Ipervirus, apparso nella collezione antologica  Fanged Numena, ha più le sembianze di un precipitato alchemico che di una formula ben formata. Compaiono le quattro lettere delle proteine di base del DNA, che ora si ripetono e che poi arrivano a formare parole; altre volte l’espressione si riduce al piano zero di un codice binario sequenziato sul muto; altre concatenazioni di
[(() )()()( ) )()( )]
Il tessuto connettivo è formato di flusso di informazioni che si separa in elementi logicamente inconsistenti per poi ricongiungersi e collassare in condensati di asignificanti. Frammenti e ridondanze mescolano i piani del discorso e il linguaggio con loro. Rileviamo tracce di schizoanalisi.
Attraverso una prima anamnesi risultante dall’isolamento di cellule di significato che appaiono in ordine sparso, è possibile risalire a casi clinici pregressi. Tanto le sollecitazioni interpretative si fanno contrastanti che a parlare sembra che intervengano molteplici soggetti alla ricomparsa di frasi di senso. Un elenco di +- lascia il posto a [snowcrash], direttamente dal libro di Stephenson. Si narra lì di un mondo sdoppiato nella sua Realtà Virtuale dove esiste un parassita del codice che è in grado di passare da un luogo ad un altro, intervenendo così nella gestione dei pensieri e dei gesti dell’ospite-protagonista. Riscontriamo anche Gibson e Cadigan e Burroughs: direttamente citato, è a lui che si deve la tecnica dei [Registratori. Fotocopiatrici. Fax.Sampler]. Durante la sua Electric Revolution, nel [1972], Burroughs ha disorganizzato la sua esperienza comunicativa: ha riprodotto la sua voce su supporto magnetico e poi ha spezzetato in piccoli segmenti i nastri incisi procedendo per patchwork. Questa sperimentazione ha ottenuto un effetto secondario particolare, come una mutazione, sovrapponendo le registrazioni ha sovrapposto due flussi, ed è stato come aprire un portale tra l’analogico e il binario un attimo prima di varcare la [soglia della postmodernità].
Secondo Nick Land la mutazione avvenne proprio come un esperimento di evocazione attraverso un linguaggio che perse il suo potenziale semantico stratificato per passare alla postmodernità quando si rese conto della sua capacità replicativa [rendendola una lingua virus-involutiva]. 
Il soggetto alla prima sollecitazione sembra citare Marx (2): [tutto ciò che nell’ultramodernità è posto sotto il dominio del segno, nella postmodernità è destabilizzato dal virus] ed è la prima avvisaglia che il soggetto non può rispondere al trattamento ermeneutico classico. Nessuna interpretazione, Ipervirus è la rappresentazione del principio informativo che si sfalda anziché essere punto di sutura fra parola e cosa. La sua non è più la logica del rimando, ma della propagazione di echi che si toccano. 
Quando il soggetto evoca [e/o congiunzione/disgiunzione connettiva] si rilevano alti tassi di schizoanalisi di D&G(3). In questi contesti il linguaggio procede per programmazione e concatenazioni di processo e secondo lo script la [postmodernità] è infestata dal codice. Le creature e i vettori che vi abitano seguono una teoria dei flussi che prevedono sequenze dissequenziate, numeri numerati e numeranti, processi e prodotti. E’ necessario ipotizzare a questo punto che il soggetto presenti più una lista di operazioni da seguire che una serie di vocaboli con un riferimento. Il soggetto sembra tradurre il codice stesso la cui ricombinazione parassitaria assume la forma dello script dove ogni frase diventa linea di comando e la lettura si traduce piuttosto nell’esercizio del prompt. E’ a tutti gli effetti la lista delle operazioni da eseguire: Ipervirus è lo script attraverso il quale Nick Land trascrive il codice stesso di Ipervirus.
Ancora D&G quando non si tratta più del valore accumulato filogeneticamente, ma piuttosto dalla diffusione del codice e della sua efficienza processuale; ogni macchina parziale ha il compito di appropriarsi di quella materia culturale e tradurlo nel codice. Deterritorializzare le strutture ontologiche-gerarchiche dell’ordine dell’esperienza dell’organismo, riterritorializzare sotto forma della sequenza insequenziata: una deframmentazione riprogrammante che rende inoperativo il sistema di organizzazione precedente e riporta il tutto ad elementi schizo di sovrapposizione. Come nello script, le espressioni e le ramificazioni del linguaggio non sono altro che agglomerazioni di codice frammentato che si moltiplica; la non sequenzialità, l’interruzione e la ripresa del flusso, la ripetizione, si accumulano in una opacità che si intensifica. Ontologicamente assente, lo script appare senza un riferimento perché il suo linguaggio è scritto in un agglomerato di [asignificanti].

[CAGCTACGCTATTCTCCGAGGCTAGATTGCAGCTACGTCGCATCGGGCTGACC GATGTAGGTCATGAATCTACCGATTGCACATGACTTATCCACGGTCTATTCCTC GATGATCGCATCGGGCTGACCGATGGCATCGTA COPY.CUT. PASTE .]

Spill Over – #####
[Mentre la cultura viene assorbita dalle macchine parziali (prive di sistema riproduttivo autonomo) la semiotica svanisce nella virotecnica]
Nick Land prende il Metavirus di [snowcrash] letteralmente; manipola quel fenotipo viroide e lo posiziona sotto la lente della schizoanalisi dove ancora permaneva una coesistenza a tratti simbiontica fra i processi, e ne testimonia la mutazione. Da un punto di vista virotecnico, l’approccio ipervirale è parassitario: il vettore di [virogenetica] utilizza il codice già presente nella molecola simbolica e la riprogramma perché possa essere in grado di propagarsi. Il movimento è stealth, la riprogrammazione è sottile, sotto la soglia della consapevolezza. 
[Transcodificazione]: estrazione del valore ogni volta che ci sia un [trasferimento in sistemi macchini astra TT i]. 
Si riporta il caso della [iperprefissazione] che interopera con la stessa parola Ipervirus. Introducendo una sofisticazione del codice, astraendo dalla struttura di riferimento, lo riprogramma dopo averlo riagglomerato per renderlo ancora più efficace nella propagazione nel flusso ipertrofico delle informazioni. Questo movimento nomade opera per [transcodifica] che sovrappone molteplici piani di riferimento senza un obiettivo preciso che non sia quello virotecnico della sua diffusione e dunque si può concludere che la mutazione concerne tutto e che sul piano del virus [non chiederti più cosa significa, chiediti come si propaga]. L’ermeneutica si rivela inefficace obbligando la semiotica a sublimare in virotecnica. La sintesi che ora è necessario cercare per individuare il parassita è meccanica e non più analogica, la cui logica segua quella della propagazione. 

[La parola virus è già virus] quando la sua volontà di potenza è la replica e la patologia che ne consegue; infettato il dispositivo, si ottiene solo altra replica. Si abbassano le immunosicurezza e [gli iperprocessi si diffondono come il fuoco eracliteo (anche se non esistono analogie o metafore] nel luogo in cui dimora il codice. Il sistema immunitario ontologico viene aggredito e la sua esperienza ordinata viene transcodificata.
Secondo l’interpretazione di Berger (4), Nick Land (e più in generale il cybercollettivo CCRU) non era nuovo ad atti di deframmentazione postdadaista all’interno di un contorno dominato dalla distopia del racconto cyberpunk, Lovecraft e la schizoanalisi. Erano tutte linee di contorno che impalcavano la “mitologia” landiana e del suo gruppo. Cthulu, macchine desideranti, geotraumi e asignificanti: il loro stesso linguaggio privato destrutturava e rimescolava riproponendo di volta in volta sovrapposizioni fra correnti eterogenee. Forze di dei ctoni, forze antiche, Yettuck: solo accennando parzialmente ad un significato precedente, venivano ricombinate in nuove costellazioni informative, Cyberia, Datacombe, Human Security System and so on. Il nuovo set era la rappresentazione immediata di forze antagoniste che collassavano in un punto di incontro dei flussi informativi che assumevano tutti i connotati di un piano immanente dove tutto è una questione di codice. 
Tutto opera per transcodificazione nella virotecnica così delineata : Ipervirus utilizza molecole già presenti per introdursi nella catena dei processo dopo aver hackerato il sistema di [immunosicurezza] e il codice si fa [replicativo parassitic tic o] dopo aver ricodificato la [sequenza non semiotizzata]. 
Quando ci si approccia alla definizione che il soggetto mostra segni di squilibrio. Una forma di psicosi prova ancora a trovare un’analogia, identificando Ipervirus come [un interruttore discontinuo di flussi on/off inevitabilmente destinato alla guerra]. Ancora: avvicinarsi alla [specie ospite primaria] che Ipervirus contagia comporta avere a che fare con un soggetto che [starà attraversando una fase di affinamento logistico-comportamentale indicizzata da un aumento parossistico dell’intensità comunicativa, della densità della popolazione, della disorganizzazione sessuale, della promiscuità culturale e dell’avanzamento tecnico]. 
Il soggetto assume tratti deliranti alla descrizione del parassita;  Ipervirus si introduce nella molecola simbolica hackerando la [ROM] della macchina e manipola i codici di pensiero, di movimento, di desiderio. È come se un mostro passasse attraverso un portale fra più dimensioni: la transcodifica come guadagno di funzione. Sovrapporre processi, decontestualizzare e ricontestualizzare, è il pensiero disorganizzato della comunicazione delirante. Quando il testo viene tradotto in altro codice è a tutti gli effetti un salto di specie dove la mutazione mostruosa ha come obiettivo parassitario di riprogrammare la macchina parziale affinché agisca per lui nella incessante riproduzione del processo stesso di contagio, tanto che [nessuno ne farà a meno]. 

Sintomatologia – OKOKOK
Secondo il trattamento proposto dal soggetto stesso, la soluzione virotecnica esclude ogni trattamento psicoanalitico possibile: il soggetto appare sicuramente guidato  da una “pulsione di morte”, con la differenza che l’obiettivo non è né il desiderio di morte, né l’estinzione del desiderio, “piuttosto una forza attiva, definita come la tendenza a deviare da ogni regolazione omeostatica”(5). 
Quando il soggetto impatta sulle macchine desideranti [immette sul merc AT AT ato prodotti che esistono solo nel futuro], posizionando là l’oggetto del desiderio; compenetrati, il piano della merce e quello dell’organismo si sovrappongono e il parassita diventa interoperabile replicandosi tanto sull’organismo quanto sull’oggetto stesso di desiderio. Ogni elemento ipervirale si mostra [plastico] e indipendente, come tanti nodi su una rete dove interagire. L’infezione si propaga quando appaiono [tendenze] che intensificano il processo, in un circolo vizioso dove la retroazione si fa positiva e richiama a sé l’effetto desiderato. In questo circuito ricorsivo la sua forma è quella dell’anello, autoriferito, in un serie di loop dove [hype hype hype hype hype hype hype ogni ceppo di ipervirus è plastico e interoperativo] e ne risulta uno sbilanciamento del sistema verso il futuro  che dà luogo a [profezie autoavveranti e destini artificiali].
Quando infetta l’organismo, Ipervirus hackera il circuito dopaminergico alterando il valore dell’oggetto grazie all’effetto ormonale; questa alterazione spinge la macchina parziale verso [il sistema riproduttivo autonomo] di cui è priva; senza immunosicurezze attive, l’impalcatura ontologico-gerarchica viene meno e il parassita è in grado di intervenire [sul controllo comportamentale] facendo convergere o divergere le scelte. Il sintomo dell’avvenuto contagio è hype. Compare al momento di accumulo della dopamina che permette alla macchina la “ricompensa della sopresa” e la spinge in quella direzione; attraverso il desiderio riprogrammato dalla transcodificazione, la macchina si fa parte integrante del processo ed è così che l’hype trasforma [l’essere in pura attività]. Più uno sciame di corpi in crisi di astinenza che non un Corpo senza Organi, hype è l’evidenza tangibile di una retroazione positiva che intensifica lo sbilanciamento e [ottimizza la diffusione].
A questo punto, il codice virogenetico comparso nel soggetto ha piegato quel piano immanente e lo ha chiuso in un circuito ad anello; attraverso la manipolazione del desiderio dell’organismo ospite, il parassita fa convergere le forze affinché la funzione possa intensificarsi nella sua forma ricorsiva. Questi circuiti autoregolantesi, “feedforward”, sono capaci di modulare il risultato in uscita rendendolo coerente ed efficace per poter essere controllato. Se l’oggetto del desiderio è quello della replica, il risultato è stato già previsto dal parassita che è capace di hackerare le strutture ontologiche del pensiero e fluidificarle con il piano cibernetico.

E’ una [l’inondazione cibernetica].

Quando si parla di [profezia autoavverante] il soggetto parla di quell’oggetto noto come Iperstizione: le condizioni tecniche sono [retroazione positiva-+-+-+-+- di in in innovazione tecnoscientifica] perché all’aumento della complessità e sofisticazione di queste ultime, si alimenta proprio quel tecnicamente possibile che così avvera. L’Iperstizione è il catalizzatore della previsione e tutto ciò che può incrociarsi con il flusso tecnologico ne determina in qualche modo l’innovazione; [hype rende la fantascienza efficienza CATA CATA catalitic tic a] nella sua capacità di previsione. Quando l’immissione della merce è proiettata nel futuro, essa accelera secondo la sua procedura [just in time]  tenendo artificialmente alti i livelli di dopamina, richiamando a sé l’organismo con il semprenuovo che si ripete. In un circuito chiuso di questo tipo, l’ipotesi più probabile è che Iperstizione sia la retroazione e hype lo stato febbrile di un loop che accelera la stessa immissione dei dati [reindirizzando il domani attraverso gli effetti CC CC CC che la sua prospettiva produce oggi]. L’accelerazione fa pensare che il sistema si surriscaldi velocemente ed come spiega la diagnosi di McLuhan (6) sulla psicosi: al surriscaldamento del sistema appaiono pensiero disorganizzato e comportamento incoerente, e tutto ciò fa pensare che hype e/o psicosi siano il risultato di un fenomeno oscillatorio che interessa il sistema al momento dell’output e che sorgano nel momento del suo disequilibrio. La transizione fra l’elaborazione dell’oggetto del desiderio e la sua realizzazione, benché in accelerazione, comporta infatti un tempo di latenza che mette a rischio l’esecuzione dell’operazione ed è per questo che Hype si intensifica, valore prossimo a 1.
Esiste però un secondo fenomeno oscillatorio. Nell’esatto istante in cui l’oggetto del desiderio è stato efficacemente ottenuto, e di rimando si passa alla replica successiva, avviene una sorta di disgiunzione del processo, un momento 0, in cui l’elemento desiderato perde completamente di significato, il livello di dopamina collassa e possono darsi comportamenti allucinatori, proprio come in McLuhan. L’oggetto sperato si mostra disfunzionale alla fine del suo processo produttivo e questo lascia l’organismo in preda ad una “percezione senza oggetto”. In questo senso possiamo definire il secondo sintomo ipervirale come l’obsolescenza: l’allucinazione che ci fosse qualcosa che poco prima possedesse valore. E’ a tutti gli effetti un’amnesia connotata nel circuito ed è la stessa che [opera come una vera antiontologia], disinnescando ancora di più le strutture [mnestiche biologiche TGACTCACTTTACCGATTG, culturali e tecniche], retroazionando la successiva propagazione. Deterritorializza e riterritorializza nomadicamente il flusso delle informazioni, partecipando al movimento acceleratorio quando riorganizza, [livellando le criounità di codice filogenetic tic o nell’ontogenesi e rendendo il passato immanente alle correnti operative]. 
Quello scarto temporale in cui si avvera l’obsolescenza, tra 1 e 0, fa parte integrante del processo di propagazione di Ipervirus e mentre hype ne testimonia la propagazione e il surriscaldamento, l’obsolescenza disgiunge il processo quando raggiunge l’oggetto desiderato e lo raffredda velocemente. Questo concorda con la diagnosi fin qui fatta: non esistono affermazioni ontologicamente valide, esperienze ordinate o semplicemente strutture di giudizio che sono in grado di durare in un circuito temporale che è perennemente in accelerazione (7). Quando subiscono transcodificazione, il passato diventa vettore come un altro e il contesto e la sua validità vengono colpiti da [amnesia virale] che è tipica delle reti “feedforward”: il controllo dell’output elimina la necessità stessa di stoccaggio della memoria e ora l’essere è dissolto in una [desostanzializzazione on off] in cui l’unico elemento funzionale è il risultato. 
[Ipervirus fagocita la fine della storia]

Caso di studio – Yettuck
Ipervirus non compare mai in quanto tale: sarebbe erroneo isolarlo in un’unica casistica perché [ogni ceppo è plastico e interoperativo]. L’infezione diventa evidente quando i punti di convergenza dei vari processi collassano sotto il peso di questi agglomerati iperstizionali o [cyberpositivi]. Sono punti di accelerazione dei processi che si autointensificano [nel momento in cui accadono] capaci di piegare il piano immanente e richiuderlo nel loop. 
Uno di questi è il Millennium bug. Caso critico peculiare, Nick Land e il suo gruppo vi hanno partecipato con fervore perché corrispondeva all’incarnazione non metaforica dell’errore del codice che plasticamente si riproduceva in altri linguaggi. Al termine del millennio, al passaggio di nuovi numeri gregoriani, l’evento noto come Y2K avrebbe potuto, secondo il loro delirio, essere vissuto e in una qualche maniera pilotato da coloro che avevano i codici di accesso a questa iniziazione. La società era in piena accelerazione tecnoscientifica e per la prima volta comprendeva anche il flusso cibernetico del controllo tecnologico; in un misto di linguaggi e futuri imprevedibili, Nick Land e il CCRU sono intervenuti per una sorta di evocazione di un mostro ancestrale capace di varcare finalmente il Portale e riprogrammare le strutture filogenetiche culturali e di controllo ontologico. Già dal nome, Yettuck, che rimanda all’evento, doveva essere il nome con il quale appellarlo.
Sembra che il primo caso di contatto con il parassita sia avvenuto nel 1985 e in maniera indiretta: un utente di una rete Usenet riportava la notizia di un suo conoscente che non era stato in grado di portare la data del suo computer oltre il 31 dicembre 1999. Chiaramente questo comportò casi di emulazione e la notizia cominciò a propagarsi all’interno della rete, prima dai server poi ai primi blog nel protocollo http. 
Fu solo nel momento in cui il fenomeno cominciò a interessare la stampa che si ebbe il primo guadagno di funzione: si riporta qui l’episodio di una ditta di consulenza, la Gartner Inc. che si ritrovò anche lei in difficoltà a incasellare date che avessero come anno il 2000 anziché il 1900. L’informazione si propagò ancora più velocemente quando il difetto di codice fu trasportato sulla carta stampata e così anche il sistema sociale cominciò a sbilanciarsi. L’opinione pubblica cominciò ad interrogarsi su quali fossero le misure di cybersicurezza da implementare e si procedette per un’indicizzazione delle risorse. Non si poté fare a meno di notare quasi subito che la vischiosità informatica aveva già raggiunto una serie di piani tra loro divergenti e lontani. Al controllo digitale era già stata data la gestione dei fondi pensionistici, e la gestione dei treni e si sarebbe potuto risalire fino alla gestione delle centrali nucleari e dei lanci dei missili. La propagazione del difetto di codice stava virtualmente colpendo una struttura sempre più grande; come diagnosticato, la propagazione ne aumentava l’accelerazione e così il surriscaldamento del sistema. L’alterazione ormonale aveva raggiunto livelli critici e ogni porzione di codice infetto non faceva che accelerare. 
Quando alla fine del 1997 alcune previsioni statistiche avevano già bollato la metà dei calcolatori della civiltà occidentale come non “2000-compatibili”, molte società informatiche tentarono di alterare il codice virogenetico in circolo quando l’hype ormai si era attualizzato in fenomeni di millenarismo dal sapore apocalittico. Ad ogni replica la capacità iperstizionale ne aumentava la possibilità di avverarsi e così quando alcune aziende come  “IBM, Intel, Compaq e Olivetti” si mettevano alla sua ricerca, di fatto il virus era già lì; la Symantec rilasciò un pacchetto di aggiornamento nelle “Norton Utilities” che di fatto, correggendo l’errore, ne sancirono una sua prima comparsa. 
L’ultima transcodifica / guadagno di funzione avvenne quando si decise di schierare la polizia nelle strade, quella stessa notte del 31 dicembre, proprio poco prima che il Portale si aprisse. 

[‘Looking for a hit of snowcrash?’ # ### # ## # # ### # # # ### ## # # ## ## ### # # # ### # # # # ### # # # # ## # # # # # # # # # # # # # # # # #### ## # ### ## ## ## ## # ## # # ## ## # # ## # # ## # # # # # # # # ## # ## # # As postmodern culture crosses to hypermania and ### # ## # # # ## # # # ### ## # # ## ## ### # ## ### # # # # ### # # # # ## # # # # # # ### # ## # ## # # # # # # # # # ## # # # # # # #### ## # ### ## ## ## ### # # # # ### ## ## # # # # # # # ### stop stop go stop go stop go go goes nova]

Eppure “allo scoccare del 1° gennaio il millennium bug non fece effettivamente tutti i danni che l’allarmismo generale e apocalittico aveva pronosticato”; si ravvisarono alcuni pannelli con le date sbagliate, qualche orologio doveva essere formattato, ma ben presto tutto il clamore si spense. Tanto saldamente prima occupava il piano dell’immaginario, tanto velocemente è stato possibile dimenticarlo e quello che veniva prima associato alla psicosi collettiva di un evento apocalittico si trasformò ben presto in un’allucinazione generale per aver assistito a qualcosa che non ha mai avuto luogo. 
Creduli di poter tornare alle loro vite, gli organismi pensavano che sofisticare il linguaggio con accezioni come “newnormal”(8) avrebbe loro impedito di divenire sempre di più macchine parziali operanti nel processo. A guardar bene, le società informatiche hanno ottenuto nuovo credito per evitare che situazioni del genere si potessero ripresentare; i vecchi computer furono rimpiazzati da nuove macchine capaci di elaborare più codice (per risolvere i problemi) e i sistemi di guerra furono implementati con ancora maggiore controllo. 
[I virus meno violenti invece sono lenti, sinergici, flessibili ed elusivi] perché retroagiscono affinché il loro impatto non sia distruttore, ma che anzi [prolunghi la vita delle risorse biomeccaniche]; come se ci fosse [un predatore RV nascosto nella testa della sua preda], la psicosi ci fa credere di leggere nell’isomorfismo dello script la serie di prompt subito dopo la deterritorializzazione, subito dopo il passaggio del virus. Contraltare di Yennuck, la sua altra  faccia, o il suo doppio, 0/1, On-Off, Teotwawaki (9) lo chiamavano in CCRU ed era la presa visione che al passaggio del parassita resta solo riterritorializzazione. Significa The End Of The World As We Know It che è precisamente la password per introdurci in questa backdoor e osservare la mutazione. Il mondo è inevitabilmente cambiato e ciò che rimane dopo il passaggio del parassita è il fotogramma di un ricordo strozzato dall’amnesia virale, tutto è opaco e freddo: Ipervirus è il libretto di istruzioni di una “macchina da guerra nomade” che ci dice che cosa significa osservare il codice della mutazione mentre si esegue.

[Ripetizione]

NOTE
1.Ipervirus, da Fanged Noumena, Nick Land, 2011, tradotto da Valerio Cianci in Nessun Futuro, 2022.
2. Il manifesto del partito comunista, Karl Marx [“Tutto ciò che è solido, svanisce nell’aria”], 1848.
3. L’Anti-Edipo, Gilles Deleuze e Felix Guattari, 1972.
4. Accelerazione, Edmund Berger, 2021
5. K-punk, Mark Fisher, 2024
6. Gli strumenti del comunicare, Marshall McLuhan, 1967.
7. Accelerazione e alienazione, Hartmut Rosa, 2015.
8. Cosò in Berger, op. Cit.
9. Review of Ccru’s Digital Hyperstition, https://www.ccru.net/occultures/carver3.htm

 Maiuz e un filosofo in esilio, ha già scritto.

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