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- 01. ACQUA
Dove c’è acqua c’è arte
- Silvia Barucci
La scuola d’Ikebana Sogetsu, fù fondata nel 1927 da Sōfū Teshigahara il quale rivoluzionò questa l’antica arte introducendo una visione più libera e universale dell’ikebana (生け花) affermando: “L’Ikebana può essere praticato da tutti, in ogni luogo e con qualsiasi materiale.”
Un pensiero audace per l’epoca, che anticipava le esigenze artistiche del futuro, aprendo l’arte della composizione floreale anche ad un contesto urbano, a materiali sintetici e alle forme non convenzionali.
Pur nella sua modernità, la Sogetsu non ha mai abbandonato il legame con la tradizione di quest’Arte come: il rispetto per la natura, l’attenzione al dettaglio e soprattutto il rapporto profondo tra forma, colore e movimento.
In questo equilibrio, l’acqua occupa uno spazio centrale perché non è solo il nutrimento necessario per il fiore, è silenzio visibile, movimento nascosto, spazio vuoto che fa percepire l’essenza della composizione. “L’acqua è silenziosa, ma vitale. Essa accoglie la natura recisa e le permette di esprimere ancora una volta la sua bellezza”.
Nella scuola Sogetsu, l’acqua non è mai neutra. Può diventare parte visibile della composizione, attraverso l’uso di vasi trasparenti, specchi d’acqua artificiali o giochi di riflessi. E in queste opere, essa parlare senza voce.
Vuoto (Ma 間), Acqua e Movimento sono tre elementi che si intrecciano in ogni lavoro.
Il vuoto, inteso come spazio negativo, è una delle caratteristiche più poetiche. Come insegnano i Maestri: “Ciò che non c’è, è altrettanto importante di ciò che si vede”.
L’acqua, rappresenta il respiro nascosto che riempie lo spazio vuoto, dando nuova vita al fiore reciso, allungando il tempo della sua bellezza.
Il movimento, infine, non è fisico ma visivo ed emotivo. Nasce dalle linee disposte con consapevolezza, dalla direzione dei rami, dal peso leggero di una foglia. “Un buon ikebana parla di movimento, anche quando tutto sembra fermo”.
L’acqua non parla, ma mantiene vivo ciò che sa di dover morire presto. Con lo studio si comprende che realizzare un ikebana non è solo dare forma, ma anche prendersi cura di qualcosa che non resterà per sempre apprezzando il breve tempo in cui ci donerà la sua effimera bellezza. (Wabi–sabi 侘寂)
Nell’Ikebana Sogetsu non c’è solo tecnica. L’Ikebana è un’Arte lenta e l’acqua è il simbolo di questa lentezza. Ogni goccia diventa parte della composizione, non è solo necessaria, è l’anima invisibile dell’opera.
“L’acqua non è solo ciò che fa vivere il fiore. È anche il luogo dove l’anima dell’artista impara a osservare il tempo che scorre”.
Silvia Barucci, fiorentina, di professione grafico e web designer. Ha unito la sua vena artistica alla passione per le piante, prima coltivando orchidee rare e poi, inventando e brevettando, il vaso “FLORERO” per la loro crescita in appartamento. Dopo anni di studio dell’Arte del bonsai, nel 2012 ha iniziato il suo cammino sulla “via dei fiori” con il Maestro Luca Ramacciotti della scuola d’Ikebana Sogetsu. Ha partecipato a mostre, workshop internazionali e dimostrazioni in tutta Europa ed ha ricevuto due premi internazionali dalla scuola Sogetsu: il Sogetsu Magazine Prize nel 2017 e il prestigioso Golden Moon Prize nel 2020. È l’unica europea ad essersi aggiudicata due riconoscimenti diretti dall’attuale Iemoto, Akane Teshigahara.
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