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- 03. PAESAGGI
L’Artigianato Identitario che porta al Rasa. Una narrazione nuova per abitare il mondo.
- Fatima Casalenuovo
“Il cassetto, diceva talvolta, è il fondamento dello spirito umano.”
G. Bachelard
Diario, Ottobre 2018 – Fine di un trasloco
“Osservo il mobiletto indiano in teak che accoglie sulla testa, come in equilibrio, quell’elefantino danzante, ricordi di un’estate indiana. Mi soffermo poi sul divano in noce, coi braccioli arricciati, dono di nozze appartenuto ai miei nonni. Ed infine quella lampada col cappello color smeraldo, regalo di un’amica da un viaggio lontano…”
Come immersa in un paesaggio che si dispiega tutto intorno a me, lo sguardo si posa su ogni oggetto vicino e lontano nello spazio della mia stanza.
Mi ci soffermo e mi accorgo che non si tratta solo di materia, forma, colore, ma di rappresentazioni simboliche di una dimensione più profonda. Ciascuno di essi è un ricordo che rivivo, una sensazione che riprovo, un’emozione che riassaporo.
Ricordo ancora il momento nel quale ho preso consapevolezza di tutto questo, ed è stato durante gli infiniti viaggi e traslochi fatti nel corso degli anni, nelle tante case dove ho vissuto. Mi sono resa conto di aver portato sempre con me specifici oggetti, quelli che per me avevano un significato particolare.
Quell’elefantino, quel mobile, quella lampada, assieme ad altri oggetti infatti non erano solo arredi o complementi di arredo inseriti in una stanza e confinati in silenzio tra le mura di un edificio. Erano, andando oltre la loro dimensione materiale, come elementi di un paesaggio interiore, vasto e sfaccettato, con il quale entravo in relazione e con il quale mi sentivo di creare un dialogo, un legame.
Era proprio come l’inizio di un viaggio di scoperta ed esplorazione…
Ecco che proprio come fossimo dei viaggiatori, esploriamo le terre che incontriamo, entriamo in relazione con i loro diversi paesaggi e intrecciamo legàmi affettivi con i loro territori.
Non è forse quello che a volte accade, proprio come è successo a me, con alcuni degli oggetti di cui abbiamo scelto di circondarci e con i quali entriamo in relazione?
Ciascuno di essi ha un significato importante perché rievoca in noi un’emozione, diventando qualcosa di più di un semplice arredo o una funzione.
Ogni oggetto diventa un contenitore vivo dell’insieme sfaccettato e poliedrico del nostro Essere, fatto da ricordi, emozioni, sensazioni, memorie: in una parola quello che considero sostenga la nostra Identità.
Un’identità che così come un vasto paesaggio è stratificata, ha profondità di campo e spessore, muta e si trasforma nel tempo.
In questa cornice di riflessione e in quella che è stata la mia esperienza di vita, è nato il concetto che ho chiamato Artigianato Identitario, dove il ruolo degli oggetti è ripensato a partire dal legame che noi intrecciamo con essi.
È attraverso l’Artigianato Identitario, con il quale esploro e traduco le sfaccettature dell’identità delle singole persone in oggetti o interi spazi, che è possibile recuperare ed esaltare quel legame.
Un legame profondo, intimo, che diventa quasi tangibile proprio con tutti quegli oggetti che si fanno espressione della storia identitaria di ognuno di noi, che attraverso di essi ci raccontiamo.
Una narrazione nella quale sarà possibile riconoscerci davvero, perché dà voce a quelle parti di noi stessi che ci abitano dentro.
In questa condizione avremo la possibilità di ritrovarci nello spazio narrante che ci circonda, che non sarà a noi estraneo o lontano, ma luogo che sentiamo davvero nostro e che per questo possiamo chiamare casa.
Ecco che in quel luogo, terreno di appartenenza, ci sentiremo di abitare.
Un abitare che si fa presenza e pratica di consapevolezza.
Diario, Settembre 2023 – A Casa
“Ricordo ancora le strade del porto di Mumbai, in quella calda estate indiana di tanti anni fa. Avevo portato con me, da quel viaggio, l’elefantino e quel mobiletto di legno che ancora mi risvegliano il ricordo del profumo di sandalo e coriandolo …
Ogni giorno, al mio rientro, mi accolgono tutti, io gli sorrido con affetto e mi sento a Casa.”
In questa dimensione di appartenenza, che scaturisce dalla presenza di tutti quegli oggetti identitari grazie ai quali abbiamo la possibilità di vivere un dialogo intimo con noi stessi, possiamo giungere a stati d’animo di pienezza, completezza e felicità.
In una parola, prendendo in prestito dell’estetica indiana, mi permetto di chiamare tutto questo esperienza del Rasa.
Rasa, dal sanscrito, che è tradotto con “succo”, è sentire emotivo che nasce dall’esperienza estetica e porta al conseguimento di un sentimento, moto d’animo, emozione che ci può elevare e liberare.
È grazie all’esperienza del Rasa che è possibile, anche solo per un attimo, entrare in contatto con quel territorio che è lo spazio dell’Io.
In definitiva un modo nuovo per abitare il mondo può essere percorso ripensando alla possibilità di avere uno sguardo su quel paesaggio interiore che è la nostra identità. Possibile grazie ad una geografia affettiva che restituisca valore e presenza agli oggetti speciali che fanno da tramite per permetterci di entrare in relazione con noi stessi.
Ecco che così, regalandoci l’occasione di una lettura intima e profonda, potremo abitare territori che sono prima di tutto quelli del nostro Sé.
Perché abitare il mondo, significa prima di tutto abitare noi stessi.
Bibliografia:
G. Bachelard – La poetica dello spazio, Ed. Dedalo
Sono Fatima Casalenuovo, artista e designer, e con la mia attività, Rekrei®, realizzo arredi e complementi di arredo con lo scopo di fare emergere un senso di appartenenza a spazi da poter chiamare Casa. In un ibrido che intreccia il mondo del design, dell’artigianato e dell’arte, progetto e creo oggetti di “Artigianato Identitario® ” per tradurre le sfaccettature identitarie del cliente in un oggetto o in spazi. Inoltre, con “Rekrei Made”, creo piccole collezioni o singoli oggetti che realizzo ex novo oppure che reinterpreto.
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