Londra: la città nelle serie tv

In continuo fermento, Londra è sempre più frenetica e sempre più location perfetta per le serie tv: la sua personalità poliedrica si presta a storie lontane dal turismo di massa.
La Londra nelle serie è anche quella meno nota, più intima e defilata, nei quartieri gentrificati, creativi e multietnici. Una città dinamica e mutevole, come la serialità stessa.

Londra, città cosmopolita che accoglie e respinge, in continuo mutamento e capace di cambiare chi la attraversa. Cade e si rialza, tra crisi finanziarie, Brexit e pandemia, in continua evoluzione. È la città dell’alta finanza, delle gallerie d’arte, dei club LGBTQ+, dei teatri, dei ristoranti da ogni angolo del mondo. Londra affascina e inasprisce, riempie i cuori e svuota le tasche: tutto costa caro, viverci è sempre più difficile ma anche più desiderato.
Multietnica e globale, dove i ricchi sono super ricchi e i meno abbienti cercano di sopravvivere; dove il traffico è congestionato e la crisi abitativa spinge ai margini. La gentrificazione è al tempo stesso risorsa e maledizione: riqualifica, ma esclude.
Negli ultimi anni la città è cambiata: la Brexit ne ha ridimensionato il ruolo economico e internazionale, il costo della vita è schizzato alle stelle, lo skyline è punteggiato da nuovi grattacieli come lo Spire London, che sarà alto il doppio del Big Ben. In continuo fermento, Londra è sempre più frenetica e sempre più “da serie tv”: la sua personalità poliedrica si presta a storie lontane dal turismo di massa.

Due flaky girls tra Brixton e Hackney
Una città suddivisa in 32 borough, ognuno suddiviso a sua volta in altrettanti distretti. Sarebbe facile citare set noti come quelli di The Crown o Sherlock: Buckingham Palace, Lancaster House o il celebre 221B vicino al British Museum. Ma la Londra delle serie tv è anche quella meno nota, più intima e defilata, nei quartieri gentrificati e creativi, storici e multietnici: dinamica e mutevole, come la serialità stessa. Partiamo da Brixton, South London: un tempo zona malfamata, oggi melting pot vibrante tra negozi di cibo giamaicano, parrucchieri afro e mercati etnici, come Brixton Arches e Brixton Market. Il quartiere ha accolto comunità caraibiche, sudamericane, africane, capoverdiane che ne hanno plasmato l’identità. Negli ultimi vent’anni, ha cambiato volto: la gentrificazione ha portato giovani bianchi creativi e inevitabili tensioni sociali. Qui vive Queenie, millennial giamaicana, in piena crisi: perde il fidanzato e il lavoro e per non tornare dai nonni si rifugia in un appartamento scadente. Inizia a collezionare notti e amanti, annega in drink e silenzi, fino a scontrarsi con un trauma mai affrontato. Ma lei è forte proprio perché fragile: chiede aiuto, affronta la situazione, smette di sabotarsi. Si perde per ritrovarsi. La serie è tratta dall’omonimo romanzo di Candice Carty-Williams: tono amaro e ironico, scrittura incalzante e piena di ritmo. Per stile e tematiche richiama I May Destroy You, creata e interpretata da Michaela Coel, che parla di sesso, consenso, violenza. Una delle serie più potenti degli ultimi anni, capace di rompere le regole con coraggio e intelligenza. La protagonista, Arabella, vive a Hackney, nord-est di Londra: un mix di comunità turche, curde, vietnamite, somale. Un quartiere ricco di contrasti, dove convivono artisti, hipster e parte della comunità LGBTQ+. Non lontano da lì, Shoreditch, ex zona operaia, cuore della nightlife e della street art dove sono girate diverse scene. Simbolo della Londra contemporanea, creativa e gentrificata, perfetto per raccontare storie nuove e ibride come quella di Arabella.

Verso Nord, tra ronzini e serie cult

Più istituzionale è Aldersgate, nel cuore della City, dove si muove la squadra di Slow Horses, serie spy ironica e brillante con Gary Oldman, tratta dai romanzi di Mick Herron. Oldman è Jackson Lamb, a capo di un gruppo di agenti dell’MI5 messi ai margini per gravi errori e confinati nello sgangherato ufficio della Slough House. Molte riprese si svolgono proprio ad Aldersgate, zona brutalista e business-oriented, specchio del lato più rigido (e decadente) della capitale. Salendo verso nord, si arriva in uno dei quartieri più iconici, Camden Town, “a mecca for misfits”, culla della sottocultura di North London.
Un neighborhood unico, pieno di negozi di dischi, vintage market, street art e studi di tatuaggi che trasudano energia punk rock. Qui chiunque, da sempre, può essere chi vuole. Camden è sinonimo di britpop e pullula di pub e locali dove hanno suonato artisti come Oasis, Amy Winehouse, Coldplay. Amato, ambito e tutt’oggi un po’ pericoloso di notte nella zona dei canali, è scenario di molte serie britanniche degli ultimi anni. Tra queste Trying, una dramedy tenera e divertente che racconta la storia di Nikki e Jason, coppia alle prese con l’adozione dopo aver scoperto di non poter avere figli. Una serie corale, amata dal pubblico e giunta alla quinta stagione, che ci porta nei luoghi più caratteristici del quartiere: Camden Market, il ponte sui canali, le viuzze più residenziali. Camden è anche il punto d’arrivo del Regent’s Canal, la Little Venice di Londra: una passeggiata lenta e suggestiva tra barche ormeggiate, pareti graffitate e caffè alternativi che da Haggerston Park si snoda fino a qui, in netto contrasto con la frenesia urbana. Un’ambientazione perfetta per la Londra più intima e underground: qui si muovono i protagonisti della già citata Slow Horses e si svolge la scena clou della serie più amata su Netflix nel 2024, Baby Reindeer. Una storia (vera) di ossessione, stalking e violenza psicologica, che ha conquistato pubblico e critica per l’intensità di protagonisti, regia e scrittura. Nella serie, il protagonista Donny lavora in un pub proprio a Camden, il fittizio The Heart: nella realtà, le riprese esterne sono state girate allo Stag’s Head, storico locale di Hoxton, nell’East End, quartiere che con Camden condivide un’anima creativa, alternativa e profondamente londinese.

Dall’East End alle colline

L’East End, storico cuore popolare e multiculturale di Londra, è stato spesso teatro di riprese per serie tv molto diverse tra loro. In Downtown Abbey, alcune scene ambientate al “Jubilee Dance Hall” sono state girate all’Hoxton Hall, celebre music hall vittoriana oggi spazio culturale. Top Boy, acclamata serie su bande criminali e vita di strada, si muove proprio qui, tra Hackney, Haggerston, Dalston e Newham. Luther, il noto detective interpretato da Idris Elba, indaga spesso tra Shoreditch, Hackney ed Elephant & Castle, includendo scorci dell’East End più contemporaneo. In This Is Going to Hurt, serie ospedaliera della BBC cruda e realistica, lontana dai medical drama patinati alla Grey’s Anatomy, troviamo invece Bethnal Green e Brick Lane, con molte riprese in pub locali: una zona viva, artistica, multiculturale, dove si mescolano drugstore aperti 24/7, community storiche e localini che sfornano bagel a ogni ora.
Un’altra serie amatissima, un cult, è Fleabag, creata e interpretata da Phoebe Waller-Bridge. La storia di una trentenne, dei suoi traumi e della sua vita familiare e sentimentale, è girata principalmente nella zona residenziale e collinare di Dartmouth Park, tra Camden e Kentish Town, quartiere elegante e tranquillo, che contrasta con il caos emotivo della protagonista. Qui si trovano il famoso Guinea Pig Café (nella realtà è il Bold Café & Restaurant) e l’appartamento di Fleabag. Altre riprese sono state effettuate a Lincoln’s Inn Fields e in zone del centro, ma è in questo angolo tra nord e nord-est della città che la serie trova la sua dimensione più autentica e quotidiana.
Sempre nel Borough of Camden, troviamo Primrose Hill, un elegante quartiere residenziale a nord di Regent’s Park, famoso per la collina con vista panoramica su Londra. Qui è stata girata una scena indimenticabile in One Day – la trasposizione seriale (non perfetta) dell’omonimo romanzo del 2009 di David Nicholls – quella del picnic tra Emma e Dexter, i protagonisti di una delle storie d’amore più amate degli anni Duemila. Spostandoci verso i due estremi della città, troviamo da una parte Canary Wharf, l’ex porto di Londra, oggi moderno distretto finanziario dell’East London, scelto come set di Devils, la serie con Alessandro Borghi e Patrick Dempsey, tra grattacieli di vetro e skyline futuristici.
Dall’altra, sul lato opposto, la deliziosa Richmond, nel verde sud-ovest di Londra: un’oasi tranquilla, affacciata sul Tamigi, diventata celebre grazie a Ted Lasso, la serie gioiello che ha reso celebre ogni angolo del quartiere, dal pub della squadra al parco in cui il coach si ferma a riflettere.

Giorgia Di Stefano
Redattrice e copywriter, scrive di cultura pop, cinema e serie tv tra editoria e digital. È autrice di guide dedicate al cineturismo e all’immaginario seriale contemporaneo, fra cui New York Trip (Porto Seguro Editore 2023)L’Italia delle serie tv (Linea Edizioni 2025) e La New York delle serie tv (Linea Edizioni 2026). Collabora con testate online e offline; sul profilo Instagram @giorgia_stargirl, condivide consigli di visione e itinerari tra le location. Nel 2026 i suoi Consiglietti seriali sono diventati anche un podcast indipendente.

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